Sanguisuga per la chirurgia ricostruttiva

Sanguisughe per la chirurgia ricostruttiva

Viso ricostruito con l’aiuto delle sanguisughe

La notizia arriva dai laboratori dello Skane University Hospital di Malmoe, in Svezia, dove, per la prima volta, è stato praticato un delicato intervento di chirurgia ricostruttiva (al viso di una donna sfigurata dal morso del suo cane), con l’utilizzo delle sanguisughe.

Tutti sanno che in passato le sanguisughe venivano utilizzate dalla medicina, un pò per ogni tipo di malattia, ma spesso per eliminare le impurità e le tossine dall’organismo; esse venivano considerate come una specie di medicina depuratore del sangue.

Bene, oggi, a distanza di secoli e secoli dal loro primo utilizzo, tornano ad essere indispensabili in medicina, specie nella chirurgia ricostruttiva.

In particolare, sono stati i medici dello Skane University Hospital, che hanno utilizzato 358 sanguisughe per evitare il ristagno del sangue, ed il conseguentemente blocco venoso.

Successivamente i chirurghi hanno ricomposto i lembi di tessuto del naso, labbra e guance, permettendo alla paziente di tornare a mangiare, respirare e parlare.

L’intervento è stato molto delicato e duraturo: è durato 15 ore. Ma alla fine tutto si è risolto per il meglio e l’uso delle sanguisughe è stato decisivo.

Dopo la notizia, si è appurato come anche il Italia sono state utilizzate le sanguisughe, specie nella ricostruzione del seno.

In effetti le sanguisughe fungono da aghi aspiratori di sangue, ed il tutto avviene senza provocare dolore in quanto durante l’operazione secernono una sostanza anestetica.

Poi, una volta che la sanguisuga si stacca, il sangue continua ad uscire anche fino a 10 ore successive, questo perché insieme alla sostanza anestetica viene iniettata una sostanza anticoagulante.

Insomma, un rimedio che viene dritto dalla natura e che fa pensare come essa per certi versi sia davvero insostituibile.

 

Fonte: www.solodonna.it Articolo di Filomena Spisso